- Chiedere cosa possano mai avere da dirsi un uomo di cinquant'anni e una donna di ventiquattro. Concluderne trattarsi di un maldestro tentativo maschile di esorcizzare l’approssimarsi della morte. - Se ci si fidanza con una ragazza che ha trentadue anni di meno, dire che è incredibilmente matura e che non sembra affatto una diciottenne. - Per una diva hollywoodiana il toy boy è un must. Riconoscere il ruolo da antesignana svolto da Demi Moore. - I quaranta sono i nuovi venti. - I cinquantenni si mettono con le ventenni perché sono le uniche donne a cui riescono ancora a darla bere; già a venticinque subentra un senso critico esiziale per la relazione. Convenirne ironicamente con le amiche. Evitare commenti amari. - Ammirare Sibilla Aleramo che, senza metterla giù tanto dura, ha avuto una lunga storia d’amore con un uomo di quarant’anni più giovane in tempi assai sfavorevoli a quel genere di relazioni. Commento che denota solida formazione letteraria e allergia agli stereotipi mediatici. - Le donne mature si orientano sempre più spesso sui ventenni poiché non sono ancora appesantiti dalle sovrastrutture dei maschi adulti. Le sovrastrutture pare si carichino automaticamente al compimento del trentesimo anno. - Le professoresse avvenenti hanno apprezzato le virtù dei liceali più brillanti ben prima che Hollywood rendesse socialmente accettabili le relazioni tra donne mature e giovani uomini; sfortunatamente la commediassa erotica degli anni Settanta ne ha impedito la legittimazione culturale. - Per un ventenne avere un affaire con una quarantenne è la versione euforizzante della cocaina. Analogamente per un uomo di quarant'anni con una ventenne. Desumerne che molte relazioni asimmetriche siano forme di tossicodipendenza. - Gli uomini che si mettono con donne di quarant’anni più giovani sono innamorati soprattutto di se stessi. Di seguito sproloquiare sul narcisismo. - Se un amico attempato rivela di essersi messo con una teenager, mascherare l’imbarazzo improvvisando la teoria che oggi si siano ridotte le distanze anagrafiche e che ormai diciottenni e sessantenni siano un continuum. - Rievocare la famosa scena di “Amici miei” in cui il Mascetti cerca invano di lasciare la Titti dicendo: "Tu hai diciott'anni, io ne ho cinquantadue. Non è per quei trentaquattro anni di differenza, che poi sarebbero il meno". - Le giovinezze caste fanno le vecchiaie dissolute. (André Gide) - Dopo aver premesso il valore relativo di ogni generalizzazione tratteggiare la dinamica sentimentale maschile: a vent'anni si mettono con una, a trenta la sposano, a quaranta la lasciano per una ventenne, a cinquanta si rompono le scatole con la trentenne non più acritica e a sessanta cercano di tornare con l'ex-moglie. Per approfondimenti rinviare a “Scene da un matrimonio” di Bergman. - Se un amico di cinquant'anni si mette con una venticinquenne tacciarlo di pedofilia e chiamarlo scherzosamente “Girolimoni”. - Una delle massime gioie del passeggiare sottobraccio a una bella donna molto più giovane consiste nel decifrare gli sguardi dei passanti: in quelli maschili rilevare invidia e incredulità, in quelli femminili, consapevolezza frammista a un vago risentimento. - Proclamarsi sinceri democratici, ma minacciare preventivamente di morte ogni amico che guardi anche solo di sfuggita vostra figlia di diciannove anni, perché un conto è essere democratici, un altro essere il Buddha. - Sempre di grande effetto dire di preferire le ventenni in quanto maschio superficiale ed eterno adolescente. Quindi cambiare discorso lasciando aleggiare l’interrogativo se siate molto autoironici o brutalmente sinceri.