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Più strutture contro il dolore. Ma poche quelle specializzate
Maria Giovanna Faiella,
Corriere della sera
, 27-05-2012
http://www.corriere.it/salute/12_maggio_27/strutture-contro-dolore_7e9a6d78-a5a0-11e1-8ebb-5d15128b15be.shtml
GIORNATA DEL SOLLIEVO
Più strutture contro il dolore
Ma poche quelle specializzate
I centri hanno spesso definizioni e organizzazioni diverse e questo confonde i pazienti. Il punto a due anni dalla legge 38
MILANO - Convivere col dolore ogni giorno, a volte in silenzio, rassegnati a sopportarlo, altre peregrinando alla ricerca di sollievo, senza sapere a chi rivolgersi. Secondo stime dell’Istat, di dolore cronico soffre oltre il 20% degli italiani. Nonostante una legge, la n.38 del 2010, che sancisce il diritto a ricevere cure per il controllo del dolore in tutte le sue forme, per la maggior parte dei connazionali è ancora complicato l'accesso alle strutture che se ne occupano. A evidenziarlo è un’indagine di No pain, Associazione italiana per la cura della malattia dolore, pubblicata in occasione della Giornata nazionale del Sollievo, prevista per domenica 27 e promossa da Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e Fondazione nazionale Gigi Ghirotti. Anche quest'anno molte le iniziative in programma, tra cui «l’Open day» che permette di ricevere informazioni, e un consulto con esperti, in 104 ospedali premiati coi bollini rosa da OnDa, l’Osservatorio nazionale sulla salute della Donna.
MONITORAGGIO - E si può consultare sul sito web di No pain (http://www.nopain.it) la nuova versione del libro bianco "Dolore cronico, dolore inutile. Strutture di terapia del dolore in Italia", curata da Paolo Notaro, presidente dell'Associazione e responsabile della struttura di Terapia del dolore dell’Azienda Ospedaliera Niguarda-Ca’ Granda di Milano. «Dopo l’indagine pubblicata nel 2009 e a distanza di due anni dalla legge — spiega Notaro — abbiamo sentito l’esigenza di effettuato un nuovo monitoraggio dei Centri di terapia del dolore (esclusi i 35 che trattano solo le sindromi dolorose oncologiche)». Centonovanta, le strutture censite: 161 pubbliche e 29 private convenzionate col Servizio sanitario. «L’aumento dei Centri riguarda però soltanto quelli definiti di primo livello — sottolinea lo specialista —. Nella maggior parte dei casi si tratta di ambulatori aperti solo per qualche ora a settimana, con pochi operatori dedicati, che non offrono possibilità di ricovero e day hospital».
NOMI DIVERSI - Pressoché invariate le strutture di livello intermedio (42) e avanzato (52) che offrono invece un’assistenza più completa e specializzata: mentre sono ancora scarse (43) le unità che si occupano anche del dolore in età pediatrica. Almeno una ventina, poi, le denominazioni dei Centri. «E dietro i nomi diversi stanno spesso realtà effettivamente diverse con organizzazioni e prestazioni differenti che si "confondono" con i servizi offerti dalla rete di cure palliative — commenta Notaro —. E così il paziente rimane disorientato». «Eppure la legge distingue nettamente i due bisogni — fa notare Luca Moroni, presidente della Federazione cure palliative —. E, comunque, benché i servizi non siano omogenei sul territorio nazionale, esiste una rete per le cure palliative. Non è così per le terapie del dolore. È necessario un nuovo approccio culturale al tema della sofferenza inutile».
LEGGE 38 - Il cambiamento passa anche attraverso l'informazione. «È ancora poco conosciuta la legge 38, che è all'avanguardia in Europa nella lotta contro il dolore — osserva Francesca Moccia, coordinatrice del Tribunale dei diritti del malato-Cittadinanzattiva —. Ognuno ha il diritto di sapere che la sofferenza inutile non va sopportata, ma valutata e combattuta con terapie adeguate. Per questo abbiamo lanciato una campagna di informazione: lo scorso aprile in diverse piazze italiane è stata distribuita la "Carta dei diritti sul dolore inutile", il prossimo autunno proveremo a farlo anche nelle farmacie».
Maria Giovanna Faiella
27 maggio 2012 | 9:40
GIORNATA DEL SOLLIEVO
Più strutture contro il dolore
Ma poche quelle specializzate
I centri hanno spesso definizioni e organizzazioni diverse e questo confonde i pazienti. Il punto a due anni dalla legge 38
MILANO - Convivere col dolore ogni giorno, a volte in silenzio, rassegnati a sopportarlo, altre peregrinando alla ricerca di sollievo, senza sapere a chi rivolgersi. Secondo stime dell’Istat, di dolore cronico soffre oltre il 20% degli italiani. Nonostante una legge, la n.38 del 2010, che sancisce il diritto a ricevere cure per il controllo del dolore in tutte le sue forme, per la maggior parte dei connazionali è ancora complicato l'accesso alle strutture che se ne occupano. A evidenziarlo è un’indagine di No
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