Della durata di 5 anni, il programma si chiama 'Tissue Chip for Drug Testing' e testimonia come la ricerca stia lavorando per fare a meno della sperimentazione sugli animali. Fra gli istituti coinvolti vi sono il Wyss Institute dell'Universita' di Harvard e il Vanderbilt Institute per la ricerca di biosistemi integrati (Viibre).
Ogni singolo organo su chip, spiegano gli esperti, sarà composto da polimeri trasparenti e flessibili e conterrà popolazioni di cellule umane. Poichè i microdispositivi saranno traslucidi, permetteranno di vedere il funzionamento interno degli organi. L'obiettivo è costruire 10 diversi organi umani su chip, da collegare insieme, per imitare più da vicino la fisiologia del corpo umano per permettere analisi in tempo reale delle sue complesse funzioni biochimiche. In alternativa ai modelli tradizionali di sperimentazione animale che spesso non riescono a prevedere le reazioni umane, questi organi umani su chip, sottolineano gli esperti, saranno utilizzati per valutare rapidamente le risposte a nuovi farmaci, fornendo informazioni critiche sulla loro sicurezza ed efficacia.
Questa piattaforma unica, rilevano gli esperti, potrebbe contribuire a garantire che le terapie sicure ed efficaci siano identificate prima rispetto a quanto accade ora, e che le terapie inefficaci o tossiche vengono respinte nelle prime fasi del processo di sviluppo. Di conseguenza, concludono gli esperti, la qualità e la quantità dei nuovi farmaci allo studio e in fase di sperimentazione potranno essere aumentate e gli esiti per i pazienti migliorati.
Gli organi su chip, ha osservato Jesse Goodman della Fda, ''hanno il potenziale di essere un modello migliore per determinare le risposte umane a farmaci e terapie. La Fda attende con impazienza di lavorare allo sviluppo di questi modelli che possono essere utilizzati per lo sviluppo di nuove terapie''.