| Sezione: | Scienza e fede | Tema: | Scienza e fede |
| Categoria: | Studi e ricerche | Parole chiave: | Gerberto, scienza, fede |
Gerberto, Papa dell’anno mille col nome di Silvestro II, è ancora menzionato nei moderni trattati di musica, e di logica, di astronomia e geodesia, di informatica e di storia della matematica e della medicina. Ha lasciato tracce epigrafiche e documentali che hanno sfidato l’oblio di un intero millennio. Le leggende fiorite attorno alla sua figura ed il prestigio che l’ascesa al pontificato ha conferito alle sue opere fanno di Gerberto il personaggio chiave della seconda metà del decimo secolo.
Monaco benedettino ad Aurillac, a contatto con la cultura araba in Catalogna, abate a Bobbio, scolarca e poi arcivescovo a Reims e a Ravenna, percorse l’Europa con fama di sapiente. Fu grande docente capace di potenziare l’insegnamento delle materie scientifiche con l’uso di monocordo, abaco con cifre indo-arabe, sfere armillari ed astrolabi, favorendo il loro radicamento nel curriculum studiorum delle scuole cattedrali. Da Papa allargò all’Ungheria e alla Polonia i confini della Chiesa, restaurando il primato del Laterano, dove è sepolto.
Maria Giulia Panvini (8/12/1949-16/10/1996) è nata a Catania. Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale, durante gli studi di Filosofia all’Università di Catania si è sposata con il dottor Vincenzo Carciotto dalla cui unione nascono i figli Sabrina e Santi. Nel Giugno del 1971 si è laureata con una tesi in Filologia Bizantina dal titolo L’Alessiade di Anna Comnena riportando la votazione di 110/110 lode e dignità di stampa. Nello stesso anno ha ottenuto la borsa di studio in Filosofia Medievale, diventando nel 1974 Contrattista e nel 1981 Ricercatrice confermata presso il Dipartimento di Studi Antichi e Tardoantichi della Facoltà di Lettere e Filosofia. Dopo aver pubblicato diversi articoli su filosofi medievali, nel
Costantino Sigismondi, astrofisico, dal 2003 organizza le celebrazioni gerbertiane: convegni, conferenze, manifestazioni scientifiche e religiose. Ha studiato il trattato sulle canne d’organo e le sfere astronomiche di Gerberto, pubblicando in questa collana Culmina Romulea,