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Home Master e Diplomi Master in Scienza e Fede Eventi Dettagli - "Gerberto. Epistolario" - S.L. Jaki, "Il confine invalicabile"

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Eventi

Evento 

Titolo:
"Gerberto. Epistolario" - S.L. Jaki, "Il confine invalicabile"
Quando:
10.04.10 - 30.04.10 
Dove:
Aula Ateneo - Roma
Categoria:
Master in Scienza e Fede

Descrizione

Ateneo Pontificio Regina Apostolorum

Il Master in Scienza e Fede ha pubblicato due nuovi libri della serie

Scienza e fede - Saggi

 

Maria Giulia Panvini Carciotto, Gerberto: Epistolario. Traduzione e note, a cura di Costantino Sigismondi e Paolo Rossi

S.L. Jaki, Il confine invalicabile: o la separazione fra scienza e religione

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Schede dei libri:

Gerberto: Epistolario. Traduzione e note
di Maria Giulia Panvini Carciotto, a cura di Costantino Sigismondi e Paolo Rossi

Coll. Scienza e Fede - Saggi, 10
2010, cm 17 x 24,  246  pp.
ISBN 978-88-89174-77-7

Prezzo di copertina: € 15

Gerberto, Papa dell’anno mille col nome di Silvestro II, è ancora menzionato nei moderni trattati di musica, e di logica, di astronomia e geodesia, di informatica e di storia della matematica e della medicina. Ha lasciato tracce epigrafiche e documentali che hanno sfidato l’oblio di un intero millennio. Le leggende fiorite attorno alla sua figura ed il prestigio che l’ascesa al pontificato ha conferito alle sue opere fanno di Gerberto il personaggio chiave della seconda metà del decimo secolo.
Monaco benedettino ad Aurillac, a contatto con la cultura araba in Catalogna, abate a Bobbio, scolarca e poi arcivescovo a Reims e a Ravenna, percorse l’Europa con fama di sapiente. Fu grande docente capace di potenziare l’insegnamento delle materie scientifiche con l’uso di monocordo, abaco con cifre indo-arabe, sfere armillari ed astrolabi, favorendo il loro radicamento nel curriculum studiorum delle scuole cattedrali. Da Papa allargò all’Ungheria e alla Polonia i confini della Chiesa, restaurando il primato del Laterano, dove è sepolto.

Maria Giulia Panvini (8/12/1949-16/10/1996) è nata a Catania. Dopo aver conseguito il diploma al Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale, durante gli studi di Filosofia all’Università di Catania si è sposata con il dottor Vincenzo Carciotto dalla cui unione nascono i figli Sabrina e Santi. Nel Giugno del 1971 si è laureata con una tesi in Filologia Bizantina dal titolo L’Alessiade di Anna Comnena riportando la votazione di 110/110 lode e dignità di stampa. Nello stesso anno ha ottenuto la borsa di studio in Filosofia Medievale, diventando nel 1974 Contrattista e nel 1981 Ricercatrice confermata presso il Dipartimento di Studi Antichi e Tardoantichi della Facoltà di Lettere e Filosofia. Dopo aver pubblicato diversi articoli su filosofi medievali, nel 1980 ha pubblicato L’Epistolario di Gerberto di Aurillac (traduzione e note), la prima traduzione italiana completa delle Lettere di Gerberto. Per gravi motivi di salute ha lasciato l’incarico universitario ed è morta prematuramente.

Costantino Sigismondi, astrofisico, dal 2003 organizza le celebrazioni gerbertiane: convegni, conferenze, manifestazioni scientifiche e religiose. Ha studiato il trattato sulle canne d’organo e le sfere astronomiche di Gerberto, pubblicando in questa collana Culmina Romulea, La Sfera da Gerberto al Sacrobosco e Doctissima Virgo.

Paolo Rossi, direttore del dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa, oltre alle Lettere di Gerberto (983-997) ha tradotto l’intera opera di Richero di Reims, allievo di Gerberto, per la collana Fonti tradotte per la storia dell’Alto Medioevo, ed ha pubblicato il romanzo Gerbert. Il tempo del ritorno.

Il confine invalicabile: o la separazione fra scienza e religione

di S.L. Jaki

Coll. Scienza e Fede - Saggi, 16
2010, cm 17 x 24,  117 pp.
ISBN 978-88-89174-99-9

prezzo di copertina: 10 €

Data la popolarità di libri sul rapporto fra scienza e religione, uno sguardo da vicino all’argomento può essere utile. Molta letteratura di questo tipo non dà un’idea chiara né della scienza né della religione di cui si discute.
In questo libro si sostiene che la vaghezza al riguardo è dovuta al voler lasciare senza una definizione tanto la scienza quanto la religione.
La via d’uscita da questa confusione viene individuata in una definizione rigorosa di scienza, basata sulla forma esatta della stessa, la fisica, in cui le quantità sono la pietra di paragone della verità. Una tale definizione di scienza la pone ad un lato di un confine invalicabile, sull’altro lato del quale sta una religione il cui solo scopo è quello di assicurare all’esistenza umana uno scopo eternamente valido, un’affermazione strettamente qualitativa.
Poiché non c’è passaggio concettuale dalle quantità alle qualità, il rapporto fra scienza e religione non può essere quello di un’integrazione o di un’opposizione. Mentre la mente umana può spaziare su entrambi i domìni, non li può ridurre uno all’altro, ma deve usare tutte le sue capacità per librarsi, per così dire sopra i due domìni.
L’Introduzione al libro dà un’idea generale delle confusioni che si sono avute nel corso della storia e della complessità di quel rapporto, mentre suggerisce il solo approccio adeguato alla questione, il quale, come tale, si sottrae ad aspettative di popolarità.

Stanley L. Jaki (1924-2009), sacerdote cattolico di origine ungherese, appartenente all’ordine benedettino, è stato Distinguished Professor alla Seton Hall University di South Orange, nel New Jersey. Laureato in teologia e in fisica, si è dedicato completamente per oltre quarant’anni a studi di storia e filosofia della scienza. Autore di una cinquantina di libri e di circa cinquecento articoli, è stato Gifford Lecturer all’Università di Edimburgo e Fremantle Lecturer al Balliol College di Oxford. Ha tenuto conferenze in importanti università negli Stati Uniti, in Europa e in Australia. È stato membro onorario della Pontificia Accademia delle Scienze, membre correspondant dell’Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Bordeaux, ed è stato insignito del premio Lecomte du Nouy nel 1970 e del premio Templeton nel 1987.

Altre pubblicazioni del Master in Scienza e Fede: link

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