Studia Bioethica, Vol 1, No 2 (2008)

Parole alterate: il vocabolario del relativismo etico

Carlo Valerio Bellieni

Abstract


Un vero stravolgimento del significato delle parole è avvenuto riguardo ai termini “eticamente sensibili” negli ultimi anni. La parola “feto”, che anticamente significava “cucciolo”, è ora stata portata a significare l’essere ancora non nato, e -per assonanza con termini spiacevoli, e per la terminologia “neutra”- significa oggi un livello della persona di seconda categoria. Il termine salute, è stato portato a significare un utopico stato di completo benessere psicofisico-sociale, staccandolo dal significato sperimentabile quotidianamente, e in questo modo è stato portato a giustificazione della possibilità di interrompere una gravidanza, essendo essa un possibile danno per la salute intesa nel succitato modo. Anche il termine “accanimento terapeutico” sembra più coniato per indurre una sfiducia nel medico che per un’effettiva salvaguardia del paziente che semmai dovrà guardarsi da un più probabile accanimento diagnostico.

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